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v e r t e a

v e r t e a

FORMAT: lightscribe cdr audio 44.100 hz stereo LENGHT : 34.43 minutes PACKAGE: printed digipack DIMENSIONS: 14 x 12.5 x 1.2 cm

PRODUCED BY: idrioema

YEAR: 2012

 

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v e r t e a

Detriti volumetrici in spazialità discordanti
volteggiano attenuando aloni di margine
sfilando veli di ombre referenziali
per la tessitura di costanti propagazioni simmetricamente luminose

assoluto


La presente composizione è incentrata sulle caratteristiche della percezione, le sue alterazioni e limitazioni.
La vertigine, termine derivante dal latino Vertere, da cui il nome vertea, è una distorsione della percezione sensoriale dell’ individuo generata da infiammazioni del sistema nervoso o da una alterazione labirintica dell’ orecchio. Tale distorsione influisce sul movimento della persona dandogli una falsa sensazione di movimento, un'errata percezione dello stesso, inducendo alla perdita dell’ equilibrio.

L’ elemento chiave della ricerca, essendo quello che maggiormente viene alterato, risulta dunque essere lo spazio o meglio, la percezione di esso nel tempo.

La nostra percezione dello spazio è tridimensionale ed essa è dovuta allo schema rappresentativo esatto che ci siamo fatti dello spazio occupato dalla nostra persona: questo spazio è il punto costante di riferimento tra noi e gli oggetti circostanti.
Un oggetto viene percepito nello spazio in quanto ha una posizione nell'ambiente ed è orientato verso una direzione rispetto a noi e rispetto ad altri oggetti, si trova ad una certa distanza e ha una certa forma, movimento, colore ecc.
La percezione non ci fornisce una copia fedele della realtà esterna, ma è una funzione psichica che elabora i dati forniti dai ricettori sensoriali, subordinando le singole sensazioni al tutto, per cui i particolari acquistano un aspetto diverso a seconda del tutto al quale appartengono. La percezione dell' insieme precede sempre quella delle singole parti. Ovvero il modo più comune di percepire un oggetto è quello della percezione globale o sincretica. L'analisi dei nessi logici interviene in un secondo momento ed è questa che permette veramente di “possedere” un oggetto. Alla fine la sintesi ricompone i dati dell' analisi nel tutto.
Il nostro modo di vedere la realtà non è "obiettivo", ma dipende dalle nostre esperienze in base alle quali elaboriamo le realtà recepite dai sensi.

Percepire lo spazio significa dunque percepire i caratteri geometrici delle cose e la nostra orientazione in esso è imprescindibilmente condizionata da punti di riferimento.
Trovandoci dunque in una immensa distesa di luce bianca o nella totale oscuritá, priva di riferimenti e confini percettibili, saremmo completamente incapaci di orientarci e di stabilire la nostra posizione in essa.

la conoscenza disegna una spirale
che ha il centro stabilito dalla percezione

A tale proposito, per la composizione sono stati registrati ed utilizzati unicamente i suoni di un tubo di ferro, una sfera di vetro, un pendolo e pelle proprio a simboleggiare contemporaneamente l’ instabilità e la ricerca dell’ equilibrio.
I suoni sono poi stati elaborati e distribuiti nello spazio mediante spazializzazione surround modificando di volta in volta il centro dell’ ascolto nell’ ambiente sonoro.

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